lunedì 18 aprile 2011

Tecnologia infida

Ho dormito tre ore ieri notte. Mai bere un the alle undici di sera... dovendosi alzare alle 4,45 per andare in aeroporto! In aereo stranamente non ho dormito e ho conversato piacevolmente con una signora panamense che ha sposato un bolognese. In ufficio alle 8,30, comincio a configurare il mio netbook, scarico un Office open source, vediamo che roba sara', mi rifiuto di pagare un altro Office di Microsoft. Alle 10 riunione di reparto, fino a quasi le 13. Alle 13, nella Board Room al 24mo piano, un collega presenta le sue attivita', sono programmi molto interessanti sull'integrazione delle societa' operative del Gruppo. Nemmeno esco a pranzo, avevo comprato panini e succo di frutta all'aereoporto. Telefonata alla mamma. Alle 15, call con Baltimora, fino alle 16,30. Una mezzora di pausa per chattare con Paolo G. che mi fa arrabbiare, no, mi fa intristire fin quasi alle lacrime. Alle 17, call con Denver, quasi due ore. Ce l'ho quasi fatta, devo andare in palestra stasera, sverro' di fatica con la shinai in mano... e il vecchio cellulare Nokia comincia a ronzare squillare squittire, tutto allegro. Il compleanno. Il compleanno che volevo dimenticare piu' di ogni altro. Eccolo li', completo di torta e candeline. Doveva essere un giorno diverso, doveva essere un giorno da ricordare... e l'ho ricordato, si', per colpa del dannato, vecchio, fedele cellulare. Eraso da ogni altro supporto, si annidava ancora, in agguato, sulla sim.
Coraggio pure, domani e' un altro giorno. Un compleanno passato e' un compleanno che non esiste piu'. Un altro passo verso la fine dell'odiosa primavera.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi dispiace davvero di averti fatta arrabbiare ed intristire... starò più attento in futuro!

Ma "eraso", ti prego, no. Non puoi mettere una parola così sul tuo blog pieno di citazioni colte e scritto in un italiano perfetto.

Donatella ha detto...

Ed è ancora Italiano Perfetto...

http://www.italian-verbs.com/verbi-italiani/coniugazione.php?verbo=eradere

Anonimo ha detto...

Chapeau.

Mi cospargo metaforicamente il capo di cenere.