giovedì 10 gennaio 2013

La quiete, prima.


Sono giorni bizzarri.
In attesa che la tempesta scoppi sopra la mia testa al lavoro, passo molto tempo in ufficio. Oggi c’e’ il sole.

Vivo in quella strana situazione in cui mi sono gia’ trovata una volta – i condannati a morte o i malati terminali si sentono cosi, pensavo: apprezzano con molta maggiore vividezza le cose, visto che per la prima volta riescono a focalizzarcisi, senza essere distratti dal pensiero del futuro. Io che di futuro vivo, mi trovo ad un tratto al centro di una grande quiete.
In realta’, l’unica volta che in vita mia ho pensato seriamente che avrei potuto avere non tanto da vivere davanti, non mi sono affatto sentita incline alla gioiosa contemplazione: piuttosto, mi sono meravigliata della mia totale indifferenza alla cosa. A tratti un po’ di quella sprezzatura mi salta addosso di nuovo anche nella presente situazione, ma poi cerco di ricordarmi che ora sono sulla linea del fronte e devo essere vigile e combattiva.

Il Signore Khrisna disse ad Arjuna: un Guerriero deve combattere, anche se non lo desidera. Ed io so di essere un Guerriero.
Da un altro lato, non posso fare a meno di lasciar correre la fantasia alle mille cose piu’ gradevoli che potrei  fare se non fossi legata a questa situazione frustrante. Penso al Cinqueperdieci – ovviamente. Dovro’ cambiare piani, certamente, anche per il giorno del mio compleanno, ma che importa? Ho un anno intero per celebrare! Se non andro’ in Cile o a Singapore, andro’ alle terme, a pranzo con amici, a giocare a golf, a prendere il the’ !!!

Poi penso a quanto mi piacerebbe trovare un lavoro in cui possa essere di nuovo rilevante, invece che fare esercizio di pazienza come ho fatto in questi tre anni. Una azienda piccola, magari con colleghi amichevoli, con il piacere di andare in ufficio alla mattina! Invece che stare zitta davanti al PC tutto il giorno (perche’ altrimenti si disturbano i colleghi che proprio si lobotomizzano per 8 ore), potrei  aspirare a parlare con le persone, a contribuire con idee, a scrivere le mie presentazioni, invece di dover tacere e avere anche le singole righe corrette dal mio cosiddetto capo.
Sul piano strettamente personale, oscillo da momenti di amore panico per il prossimo, al desiderio di ritrarmi in un eremo e lasciarmi morire di inedia, vera o virtuale, tagliando i ponti con tutti fino a che non avro’ di nuovo visibilita’ sulla mia vita. Cerco ovviamente ad attenermi piu’ alla prima opzione, ma in realta’ avrei molto bisogno che l’amore panico di qualcun altro raggiungesse me, prima che ancora una volta tutto questo mi dreni e mi lasci svuotata.

Una cosa e’ certa: questo sara’ un anno di compleanno speciale.

Nessun commento: