giovedì 20 agosto 2009

PAPI test

Di questi tempi, fare un PAPI test può suonare sinistro. Un'audizione per un posto da ministra? Una misurazione dell'amor filiale combattuto fra una mamma e un papi in via di divorzio? Una prova di resistenza al dolore causato da pratiche sessuali contro natura?
Niente di tutto ciò. Il PAPI test è stato elaborato nei lontani e felici anni Sessanta e l'acronimo sta per Personality and Preference Inventory e si tratta del primo, ma certamente non dell'ultimo, test a cui mi sottoporrà il mio coach, Alex, l'uomo disposto a scommettere una parte del proprio guadagno sulla possibilità di trovarmi una nuova occupazione in Olanda o altrove.
Io mi impegno a disperdere CV in giro per la Rete in questo periodo difficilotto, senza peraltro perdere il buon umore. Anche se la mamma si preoccupa del fatto che io abbia di che mangiare (e ne ho), io vedo questo momento come una grande opportunità. Forse è la volta buona per cambiare vita e usare i mezzi che ho a disposizione qui per trovare veramente il mio Dream Job. Se dovessi rimanere nello stesso ambito (la consulenza IT), dovrei trovare un'altra SIC dei tempi d'oro, per essere felice, e questo mi pare ben difficile da realizzare. Quindi tengo la mente aperta: chissà quali suggerimenti e indicazioni verranno da Alex e dai suoi metodi? Ho certamente le idee chiare su cosa vorrei fare e su cosa detesto in un posto di lavoro: mi sembra già un buon punto di autoconsapevolezza. Partiamo di qui.

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