giovedì 22 novembre 2012

Mario Bottoni

Purtroppo questa mattina sono stata svegliata dalla telefonata di Elsa, che mi ha detto che Mario è morto. Non una sorpresa, stavamo aspettando la fine di giorno in giorno, di ora in ora, e finalmente è avvenuto.
Sto pensando ancora tante cose in questo momento, ho tante immagini confliggenti nella testa. L'ultimo Mario, fragile e malato, e il Mario che poteva discutere per ore ed ore parlando di Kendo, il Mario che mi faceva uscire dai gangheri come nessun altro sapeva e il Mario che veniva a darci una mano nel nostro nuovo dojo a Milano. Mario che si faceva le naginata di fortuna, per far partire il settore, Mario con la cantina strapiena di materiale, fossero shinai o infinite fotocopie. Mario con la brandina in auto e lo scatolame made in Eritrea.
Ogni minuto una nuova immagine mi salta alla mente - c'è stata tanta vita passata insieme.
Penso a tutto questo e sento un grande silenzio - sembra un passato così lontano, così pieno, così energico.
Aspetto che i giorni passino per farmi uscire da questa immobilità.

mercoledì 21 novembre 2012

In attesa di partire ?

In linea teorica, sono in partenza per il Brasile. In pratica, mi sento ancora nel limbo. Il mio capo ha problemi famigliari seri e la sua brillante soluzione manageriale è quella di cancellare a brevissimo termine tutti gli impegni lavorativi che ha, indipendentemente dal numero delle persone coinvolte. La cosa sta andando avanti da un po', includendo sia gli eventi prevedibili, sia le complicazioni correlate, e stiamo rasentando il ridicolo, se la cosa non fosse tragica.
Comunque sia, domani ho la riunione di reparto (sarà vero?) e forse avrò una conferma della missione brasiliana. Staremo a vedere.

Come di consueto, lavorare da casa ha indubbi vantaggi, come quello di poter cucinare quello che mi va (la divina vellutata di zucca ha colpito ancora). Mi vengono in mente anche progetti bizzarri, tipo fare la ricotta in casa, che peraltro falliscono miseramente (ma meglio un capitombolo, che non provarci mai), ma rimane il tempo per occuparmi di cose prioritarie, quali le mie nuove lenti a contatto bifocali.
Ieri ho ritirato le lenti di prova e le ho indossate in casa, oggi mi riservo di provarle fuori e in palestra - ho due settimane davanti, sembra che siano promettenti, ma aspetto la prova dei fatti.

Mi sento un po' sospesa, tuttavia, non solo per l'incertezza sul viaggio in Brasile, ma anche perché mi pare di dover fare qualcosa di pressante, senza riuscire ad individuare cosa sia. Mi mancano delle persone, ma mi rendo conto di non poter essere io a cercarle. Ho cose da fare, ma non posso farle prima dell'anno nuovo e già mi sento in ritardo. Ho un breve arretrato di attività spicce da eseguire in casa, ma continuo a rimandare. E' come se il tempo sia contemporaneamente vischioso e rarefatto, mi riesce complicato muovermi con scioltezza. Chissà che cosa vorrà dire.

domenica 18 novembre 2012

Sinterklaas

Veramente la giornata doveva essere dedicata ai samurai. Al Wereldmuseum di Rotterdam c'è una esposizione davvero fantastica di elmi, armi e parafernalia vari - molti dei quali, va detto, arrivano dallo Stibbert di Firenze che, accidenti, non ho ancora visto.
L'allestimento è spettacolare: il colpo di scena topico è la lunga galleria delle armature, che davvero lascia senza fiato. Complimenti, Wereldmuseum!
Ci sono andata con Marseda, che incontro sempre con grande piacere. Questa volta, al gusto di rivedersi e parlare fitto fitto, si è aggiunto, in modo davvero inaspettato, il caso di essere lungo la Maas proprio nel momento in cui arrivava il vapore dalla Spagna ! Arriva, arriva! Sinterklaas è tornato, con un carico di Zwarte Piet che, guarda caso, sembrano tutti dei bei ragazzoni. Nessuno di cui avere paura, quindi !
Va detto che l'accoglienza è impressionante: la musica, i bambini, i cavalli (Amerigo in testa) - e poi Sint in persona ! Devo dire che è stato bello farsi coinvolgere, anche se io non ho mai creduto a Babbo Natale (tranne che per un breve istante a Londra, nel 1984). E' il bello dell'Olanda, anche in questo riescono ad essere molto professionali.
Il vapore arriva dalla Spagna!

Amerigo aspetta il Sint


De Sint sul palco !
Due Zwarte Piet sono meglio di uno

venerdì 16 novembre 2012

Alla via così

Ok, oggi sono riuscita a suonare una scala - una buona approssimazione di prima ottava, via. Sono certa che io il mio flauto troveremo una via di intesa e che prima o poi, se non mi slogo i mignoli prima, riuscirò a suonicchiare qualcosa. Comunque sia, a dicembre è già fissata la serata con Jori, mentre aspetto la risposta della insegnante.
Stasera sono andata ad insegnare kendo ai ragazzi dell'università - due ore di pratica e una birretta insieme a seguire. Sono davvero ragazzi simpatici. Non mi pesa stare con loro: nonostante la differenza di età, c'è sempre qualcosa da raccontare.
Anche se hanno meno di trentanni, un piano come il mio Cinqueperdieci non riescono ancora a concepirlo - forse perchè pensano che avranno tempo per fare tutto? o perchè non sanno davvero cosa desiderano? Continuo ad avere interessanti conversazioni con Jeroen, che è un po' piccato dalle mie affermazioni sugli uomini olandesi, in cui si riconosce, con una certa perplessità. Adesso gli ho messo la pulce nell'orecchio che forse gli Olandesi non sappiano proprio comportarsi con le donne e su questo si sta avvitando un po'. E' single perchè è recentemente finita la sua storia con Jori - immagino sia in una fase di introspezione. Ognuno ha le sue battaglie da combattere.
Tutto sommato, sono in un buon momento, anche se i modi del mio capo continuano a sorprendermi - ovviamente, in negativo. Ma non me ne metto più di tanto, ho molte cose belle da giostrare nella testa.
Sono momenti pericolosi, questi - quando mi sento così bene, mi viene la voglia di caricarmi il mondo sulle spalle - anche a sproposito. Devo tenermi a mente la regola numero uno: dare me stessa a chi perlomeno fa lo sforzo di venirmi a cercare e mi dimostra un po' di apprezzamento. Altrimenti, siamo di nuovo alle perle e ai porci.

mercoledì 14 novembre 2012

Yamaha YFL 211 S


Ecco, l'ho comprato - il mio primo flauto traverso. Posso dire: un sogno di una vita che si realizza.
Lo avevo già individuato via internet, comunicando con un negozio di strumenti qui ad Utrecht. Cercavo un Yamaha, come tutti consigliano ai principianti, e al negozio ne avevano uno vecchiotto, ma revisionato - persino con una garanzia di sei mesi - costato la metà. Mi piace che abbia avuto una vita precedente e che io possa dargliene un'altra, con il mio Cinqueperdieci.
Un caso fortunato ha voluto poi che Jori, la studentessa di Utrecht che accompagno spesso a fare kendo ad Amsterdam, abbia studiato flauto traverso per sette anni. L'ho scoperto stasera: siamo già d'accordo che verrà a dare un'occhiata al mio Yamaha, tanto per scrupolo, e mi insegnerà qualche trucco del mestiere. Confido di riuscire ad interpretare qualche filmato YouTube e a suonare la mia prima scala entro la fine della settimana. Vediamo se ci arrivo. Sono in anticipo sull'anno nuovo, ma tanto lo sapevo che non sarei stata capace di aspettare.

Stamattina ho visitato l'appartamento in vendita. Mmm, no, non credo sia una buona idea: è piccino, la cucina è da rifare, le finestre sul retro non hanno i doppi vetri, il tetto del ripostiglio è da sostituire. A queste condizioni, il prezzo non è più competitivo. Sono contenta di essermi tolta la curiosità, comunque.

Visto che oggi il tempo era così bello, all'ora di pranzo una scappata al campo ci stava tutta. Ho fatto solo un po' di driving range e quattro buche, sperimentando e provando - con risultati discutibili, ma non completamente disprezzabili.
Tuttavia, arrivata in quella fase della vita in cui non ho tanti desideri materiali da soddisfare, se qualcuno mi chiederà che cosa vorrei per Natale o per il mio compleanno, dovrò per forza rispondere: Palline da golf - tante palline da golf.




martedì 13 novembre 2012

Non fraintendiamo

Se non scrivo più tanto spesso del Signor G., è perché il tempo fa veramente orrore. E' autunno vero e pieno, che altro ci si deve aspettare? Non vorrei però che si pensasse che io e il Signor G. si sia in crisi. Diciamo che siamo in un periodo affollato di cose e non riusciamo a vederci con regolarità.

Il vialetto dietro casa, completamente coperto di foglie cadute, ha una sua bellezza. Quando l'aria è immobile e il cielo è grigio, basta essere coperti bene e non dispiace affatto essere all'aperto. Cercherò, per mettermi a posto la coscienza, di fare un salto al driving range questa settimana. E parlando di autunno, continuo a trovare piuttosto fatidico il fatto che il santo patrono sia di Legnano, sia di Utrecht, sia San Martino - più autunnale di così....

Stamattina ero partita con qualche esitazione (premonizione?) per andare in ufficio ad Arnhem, ma giusto alla fermata del bus ho letto la mail del mio capo che cancellava la riunione. Ho girato sui tacchi e via che son tornata a casa. Lavorare sul sofà mi ha risparmiato un'ora e mezza di treno e mi ha permesso come al solito di gestirmi come meglio credevo la giornata.

Domani, invece, ne farò un paio delle mie. Intanto, ho preso appuntamento per visionare un appartamento giusto girato l'angolo. No, non chiedetemi che cosa ho intenzione di fare, perché in verità non ne sono certa. Si tratta di un appartamento con un micro-giardino che si affaccia giusto sullo stesso parcheggio dietro a casa mia. Questo implica che il collegamento fra le due abitazioni sia piuttosto semplice.
Che ne so, potrebbe fungere come sistemazione per gli ospiti, come investimento (magari ci metto su un bed & breakfast) o come storage per le mie cose che stanno ancora a Legnano. E' fuori dubbio che la casa di Legnano debba andare, ma finché è ancora piena di tutta la mia vita non riuscirò mai a decidere di vendere.
Insomma, domani vedo questo appartamentino (ci sono dei vicini di sopra, non è una porzione terra-cielo come casa mia), mi faccio un'idea dell'estensione e poi ci penso su. Potrei pagarlo con i miei risparmi, ovviamente, senza ricorrere ad alcun mutuo. Vedrò e ci penserò.

A seguire, me ne andrò a comprare il famoso flauto traverso di seconda mano (ma accuratamente revisionato) che un negozio di strumenti musicali sulla Nobelstraat mette in vendita a un buon prezzo. Sì, lo so, è un capriccione, ma fa parte del Piano.

Sto per compiere i miei primi (e ultimi) 50 anni. Francamente, se non ora, quando?

lunedì 12 novembre 2012

Calma piatta

Dovrei probabilmente definire il concetto calma piatta, come lo intendo io. Tutto sommato, sono appena tornata dall'Italia, dove ho passato un bel fine settimana di kendo, cene, amici. Sono di nuovo in Olanda e all'improvviso il ritorno alla routine (ma quale?) mi pesa. Poco importa che fra poco io esca per andare in palestra - accompagnando un paio di ragazzi di qui. Per fortuna che ci sono loro, oserei dire, e per quanto Jori sia sempre molto silenziosa sul sedile posteriore, Jeroen è in grado di sostenere qualunque conversazione - un ragazzo beneducato, istruito e pieno di interessi.

Cosa è dunque che mi fa sentire la calma piatta di cui mi vado lamentando?
Forse perchè non sento il solito dolore lancinante causatomi da qualche frustrazione che mi sono andata a cercare con pervicacia? Insomma, non è mica male stare lontano dai guai ogni tanto !
O forse perchè ancora 50 giorni mi separano dall'inizio del mio Piano? I preparativi fervono, ma ancora non mi sono lanciata nell'esecuzione. Devo comprare il flauto. sono in contatto con l'istruttore di scherma, più o meno so quando andrò a Villa Vrindavana, sto valutando se fare uno swap fra Singapore e Chiloè - no, non sto con le mani in mano, anche se sono ancora nella fase di pianificazione. Fogli excel su fogli excel - ho già distribuito le 50 Occorrenze durante l'anno, ovviamente senza sapere nulla di come il mio calendario lavorativo si svilupperà. Di sicuro, però, il Piano non subirà alcun rallentamento, i viaggi di lavoro sono in realtà parte del quadro complessivo - o almeno cercherò di fare in modo che lo diventino.

E così, mi vado convincendo che va tutto bene. In realtà avrei molto di più da mugugnare, ma come dice il mio guru Rotella, il libero arbitrio esiste, anche per decidere cosa pensare. Quindi mi trattengo da dire, commentare, chiedere o scrivere ciò che mi porterebbe più vicino ai soliti vortici di pensiero negativo. Sono qui a piè fermo, ma i guai dovranno venire a cercare me (come è già successo, ahimè), e non io loro.
Tanto mi devo.