lunedì 6 giugno 2011

Illuminazione

Sono arrivata in Olanda stamattina alle 8. Abbiamo volato in mezzo alle nuvole pannose che tanto mi piacciono e che mi fanno pensare ingenuamente che se il paradiso esistesse dovrebbe davvero assomigliare ad una infinita distesa di queste nuvole, bianche, grige, blu, morbide, vaporose, probabilmente dolci da mangiare.
Saranno state le nubi, sarà stata la benefica aria olandese, sarà stata la breve illusione di aver raggiunto il nirvana - o forse la sveglia alle 4 del mattino: fatto sta che oggi ho preso rapidamente una serie di decisioni e mi sono messa subito all'opera per renderle operative.
1) voglio comprarmi un vestito favoloso per il 2 di luglio, So già come lo voglio, tipo di tessuto, colore, modello, so dove farmelo fare (Lily Conemans). Mercoledì lavoro da casa e passerò dal negozio a domandare di quantio tempo hanno bisogno


2) voglio iniziare al più presto la dieta a zona. Perchè aspettare il terzo Q?


3) voglio imparare a giocare a golf. Ho già trovato un club non lontano da casa (in Olanda ci sono quasi trecento campi, in una superficie pari ad Emilia-Romagna e Veneto messi insieme), ho scritto per avere informazioni sul loro pacchetto di lezioni per principianti. Ho già due amici che mi aspettano (nella certezza di battermi), uno a Ravenna, l'altro a Dubai - lasciateli godere ora, perchè poi non so più se si divertiranno tanto.
Come dice Goethe: Comincia ora!

sabato 4 giugno 2011

Elogio della prudenza – neopuberi e coguare

Ultimamente mi ritrovo spesso a ragionare (diciamo, meglio, a conversare) con persone della mia età che improvvisamente scoprono la loro seconda pubertà.
I matrimoni, in crisi da anni, vanno a pezzi, i figli grandicelli sono già diventati abbastanza indipendenti ed antipatici da non costituire più il collante di un' unione che traballa: e via che si prende atto che un rapporto si è esaurito.
Bene, nulla di sorprendente, succede. Ma quello che mi lascia a bocca aperta (non uso quella parola orrida, basita) è la maniera in cui i neopuberi si riimmergono nel gioco delle coppie, certamente alla ricerca di conforto e soprattutto di una commodity che quasi certamente il matrimonio in crisi non riusciva più a fornire con la stessa temperatura dei primi anni felici: il sesso.
Personcine perbene, al limite del noioso, diventano dei Caligola o delle Messaline, non tanto per via della propria carica di non più repressa libido, quanto per l'assoluta mancanza di scrupoli nel maneggiare i propri e gli altrui sentimenti. Ecco, questo davvero mi lascia stupefatta.
Come se gli anni di frustrazione ed infelicità avessero armato la mano dei neopuberi, eccoli avviarsi con gioiosa noncuranza per le vie impervie del corteggiamento (dovrei usare il termine rimorchio?), buttando ami e recuperando lenze – o meglio ancora usando intere batterie di palamiti.
Individui che non mentirebbero nemmeno al lavavetri al semaforo, diventano improvvisamente prodighi di promesse immantenibili; onesti padri di famiglia si scoprono, con un certo compiacimento, estensori di lusinghe ingannatrici; casanova in rodaggio, a proprio agio nel nuovo ruolo di maciullatori di cuori, si fanno assolvere dall'amico di turno, che per qualche strano caso del destino, in questa epoca storica disgraziata, sembra avere un consiglio solo: ma sì, lasciati andare, vai fino in fondo, è giusto a questo punto della tua vita....
E a questo punto della loro vita, i neopuberi infliggono e si infliggono tutte le delusioni sentimentali che saggiamente avrebbero evitato da adolescenti, non essendo più protetti dall'ala della timidezza o dalla barriera dell'acne.
Dove è finita l'antica prudenza? La gentile riservatezza, il rispetto dei sentimenti altrui, la sofferenza silenziosa di chi spera di essere ricambiato? Tutti si buttano nel pantano senza sapere nemmeno se vogliono nuotare o semplicemente sollevare degli schizzi, ma soprattutto senza domandarsi più: che cosa vuole questa persona davanti a me?sta giocando il mio stesso gioco o non ha proprio voglia di giocare?
Il gioco delle coppie diventa un atto solitario: una rivincita sulla fallimento della propria vita matrimoniale, un recupero per i troppi anni di sesso “solo-quando-i-bambini-sono-dai-nonni”, un desiderio di dimostrare a sé stessi che ce la si può ancora fare. Allora via alle avances purchessia, alla caccia indiscriminata, e ovviamente alla fuga precipitosa.
E se esistesse qualcuno che ancora volesse fare sul serio, a chi dovrebbe rivolgersi? Ai trentenni? Non c'è dunque da meravigliarsi del fenomeno delle cougars, le leopardate che intrattengono relazioni con uomini più giovani. In America sono già una potenza, un gruppo socialmente riconosciuto. Demi Moore dovrebbe mettere su un'agenzia di consulenza – in fondo la sua storia tiene botta...

Ritorno a Bologna

Un altro Frecciarossa, un altro regalo – se fosse puntuale come all'andata...
Il programma odierno è stato del tutto sconvolto, a parte il parrucchiere, dove ho re-incontrato una fanciulla che era vicina di casa tanti anni fa e che ancora si ricordava di me e della mia vita di allora. Molto brava e svelta, devo dire, colpi di sole a tempo di record, ed eccomi fuori sotto la pioggia.
La Marina è stata travolta da un turno imprevisto, ma la sua rinuncia ha lasciato spazio per vedere Olindo e la Rosy, ed è sempre una gioia.

Frecciarossa

Di corsa per la pianura emiliana, sotto un cielo ingrigito. Il Frecciarossa potrebbe essere in orario, ci conto invero, visto che Max T. viene a prendermi in stazione per un ape anticipato. Il Wifi è gratis, fino all'11 giugno, peccato che la procedura di collegamento preveda comunque l'accesso via carta di credito, buonanotte, non ci penso nemmeno. Questa meraviglia della tecnologia italica, questo destriero indomabile di Trenitalia, questo prodigio di velocità e puntualità che meriterebbe un poema futurista potrebbe portarmi fino a Malpensa, ho scoperto – e questo potrebbe darmi delle interessanti alternative per le visite future in patria.
Si corre lungo una A1 abbastanza libera, il popolo dei pontieri del 2 giugno è già disteso sulle spiagge o arrampicato sui monti. Il treno è abbastanza vuoto, infestato come al solito di aficionados del cellulare o dell'iPod – un modo per scassare i timpani del vicino si trova sempre.
Brutte zone industriali, i nuovi capannoni della Fiera di Parma, rotoballe, casali in rovina, campanili in lontananza, l'infinita riga nera della Scic (uno sgorbio di carboncino sulla campagna verde). Le colline sono già lontane, siamo nel piatto più piatto della pianura Padana.
Stasera Max (S.) e la Chiara – una vita che non ci si vede, dovremo trovare un buon ristorante in Legnano, dopo che i Suonati, il nostro preferito, ha cambiato gestione. Beh, è una preoccupazione da poco. Magari domattina faccio un salto a trovare la Paola e la Chiara in enoteca, dopo il parrucchiere e il pranzo con la Marina. Oh, è bello avere l'idea che si sta facendo qualcosa di giusto e di santo, rivedere gli amici, la luce della mia vita, anche quando sono lontani.

venerdì 3 giugno 2011

Bologna



Colazione in via Orefici. Quattro passi per il Quadrilatero. Gli occhiali nuovi dal mio ottico storico (ci vado da quando avevo 13 anni). Bologna al suo meglio, in una bella mattina di tarda primavera.

Io non sono andata via da Bologna volontariamente, nel 1992. Mi sono sentita cacciata via. Dopo essermi fatta un mazzo tanto per diventare ingegnere, dopo aver lavorato per IBM presso l'Università, il mercato bolognese mi offriva solo modesti posti da programmatrice a un milione e mezzo al mese. Non era certo quello per cui mi ero tanto data da fare: quando, per un colpo di fortuna (?), il mio CV finì sul tavolo di un direttore di una azienda di consulenza milanese (grazie Marco), la mia vita cambiò per sempre. Lo stipendio, il tipo di lavoro, le prospettive erano di gran lunga più allettanti di quanto Mamma Bologna potesse mai offrire ad un ingegnere elettronico all'epoca e così partii. Per l'orrida Milano, l'incubo di ogni bolognese nato entro le mura.
Sistemata la mia vita e la mia carriera a Milano, il mio mondo bolognese andò a pezzi nel giro di tre mesi. Potrei quasi affermare che tutti i ponti si erano bruciati alle mie spalle – non c'era più la vita di prima alla quale tornare, non avevo altra scelta che guardare avanti e lasciare Bologna per sempre dietro di me.
Per questo Bologna non si apre come un porto di ritorno tranquillo, ma mi offre sempre un modo di mettere il sale sulle ferite. Anche se camminando per strada ho sempre l'impressione di vedere qualcuno che conosco, da un lato temo anche di vedere facce sgradite, che appartengono ad un passato remoto, ma che, per via della mia memoria granitica, potrebbero ancora farmi salire il sangue alla testa e farmi provare istinti omicidi mai del tutto sopiti.
Detto ciò, io amo Bologna, come si può amare qualcuno che si è perduto, ma che per lungo tempo è stato una grande passione. Sono sempre stata smisuratamente orgogliosa di essere bolognese, adoro il colore dei mattoni, ammiro le torri, i portici, gli ippocastani dei viali. Mi piace mostrare Bologna agli amici forestieri, ma so di non essere più una pianta di questo bosco.
A volte provo quasi un'invidia rabbiosa per chi è riuscito a rimanere, come alcuni compagni di università o certi amici di gioventù. Ma sono moti dell'animo che passano in fretta, prima di tutto perchè l'invidia non fa parte della mia natura e poi perchè, sì, sono smisuratamente felice della vita che ho avuto, anche se tanto ancora mi manca (un compagno, un porto di arrivo, un po' di pace dell'anima). E se Bologna non mi avesse spinto via a calci, non avrei mai visto tutto quello che ho visto, fatto tutto quello che ho fatto, raggiunto tutto quello che ho raggiunto e non sarei mai diventata quello che sono: e tutto sommato, mi va bene così.

giovedì 2 giugno 2011

Festa della Repubblica

Bello iniziare la giornata guardandosi in televisione la sfilata... per me le divise sono una visione confortante, figuriamoci vedere i corazzieri, le uniformi di gala, le frecce tricolori. È un ritorno all'infanzia – e anche ad una delle grandi frustrazioni della mia vita. Se soltanto fossi nata quel dieci anni dopo... avrei potuto risolvere la miopia con il laser e avrei potuto fare l'Accademia Militare, a quest'ora sarei stata abbondantemente in carriera... e vabbè, non doveva andare così.

È una bella giornata, dopo l'inverno olandese, la primavera giapponese, l'autunno cileno ora finalmente mi godo un po' di estate – oggi pomeriggio a spasso per il Parco dei Cedri, immersa nel profumo inebriante dei tigli, stasera una bella passeggiata in centro...

mercoledì 1 giugno 2011

Giugno


Oh, questo giugno mi prende bene! A parte il fatto di iniziare con una vacanza e una bella rimpatriatona italica, ho idea che ci sia un trend positivo in avviamento. Primo giugno: suona bene! e domani la Festa della Repubblica - che mi ricorda che un giorno dovro' passarla a Roma, guardando la parata militare lungo i Fori: ognuno ha le sue piccole mete da raggiungere...
L'aria tiepida di giugno... forse la magia e' tutta li', in quei pochi gradi di differenza che fanno mettere tutti gli Olandesi in infradito, tutti mezzi nudi sui balconi, sulle sedie piazzate sul marciapiede davanti a casa, in mezzo ai parchi affollati come Rimini a Ferragosto. C'e' un'aria di allegria, di leggerezza, perlomeno. Chissa', magari mi faccio contagiare anche io, con i miei umori di piombo...
Ieri sera ho parlato con Monica, che io continuo a considerare una fonte inesauribile di ispirazione - sembra che abbia trovato la carriera che le si addice ed io la trovo perfetta per il ruolo di "Life Coach". Anche questa e' una bella notizia!
E stasera, via che si comincia: cena con la Donamat, domani caffe' con la Livia, cena con Marco, dopodomani colazione con Paolo, pranzo con la Ba e viaggio a Milano, cena con Max e la Chiara. Sabato mattina parrucchiere, pranzo con Marina e ritorno a Bo. Spero di vedere la Moira, ho ancora qualche slot per cene, pranzi, colazioni, notti, merende, caffe', gelati. Sono certa che riusciro' a completare il puzzle e ad abbracciare tutti quelli che mi sono mancati. E anche questo mi fa pensare tutto il bene di questo giugno.