venerdì 10 giugno 2011

Happy Birthday, Your Royal Highness!


Oggi, Sua Altezza Reale il Principe Filippo, Duca di Edinburgo, compie novanta anni. Vista la stretta relazione che ci unisce (incontrarlo e' stato uno dei punti memorabili della mia vita, sia come anglofila, sia come kendoka), ho pensato di fargli gli auguri, qui sul mio blog.
Ricordo ancora l'emozione del momento in cui mi dissero che sarei stata uffialmente presentata, come Vice-Presidente della Confederazione Italiana Kendo (avevo appena finito il riscaldamento della mattina, rimasi senza parole per dieci minuti), l'imbarazzo di dover decidere se fare la riverenza o inchinarmi alla giapponese (optai per questa soluzione, essendo vestita in hakama e gi...) e la certezza che, lungo la fila dei vari rappresentanti europei che gli venivano presentati, si sarebbe fermato proprio davanti a me: l'unica donna, l'unica in kendogi... E cosi' avvenne. Una persona gentile, acuta, attenta. E' stato emozionante conversare anche brevemente con lui.
Su un altro piano, il Principe - come Anthony Hopkins - ha qualcosa che mi ricorda mio padre. Forse sono solo io che vedo queste somiglianze, ma mi sarebbe piaciuto festeggiare il novantesimo di papa': purtroppo non era scritto che accadesse.
Buon Compleanno, Altezza!

giovedì 9 giugno 2011

Amelisweerd

E visto che la giornata rimaneva spettacolare, dopo aver mangiato una bella insalata (una cena a orario olandese), sono uscita di nuovo. In un quarto d'ora di bici ero all'Utrechtse Golfclub Amelisweerd.
Naturalmente, tutto sembra molto curato e very, very posh. Un posto molto bello per passare qualche ora all'aria aperta. La devono pensare così anche le ampie colonie di coniglietti, incuranti del fatto che il sacro testo delle Regole li citi come burrowing animals che causano abnormal ground conditions.
Avevo raccolto molte informazioni dal sito e dalla corrispondenza con la segreteria, ma davvero non avevo chiara quale fosse effettivamente la prima cosa da fare per banalmente iniziare un corso da principiante assoluta.
La gentile signorina del negozio che si trova dentro alla club house mi ha aiutato a chiarire la procedura (in verità abbiamo un po' dibattuto, perchè non sembrava che anche lei avesse idee granitiche sul tema). Comunque, abbiamo elaborato una strategia che più o meno suona così:
1) individuare (fra quattro) il Pro che mi sfagiola di più (o che semplicemente ha più tempo a disposizione, secondo il calendario sul sito)
2) chiamarlo e dargli la lieta novella (sarò tua allieva)
3) fissare una prima lezione
4) mandare una mail alla direttrice del Club (perchè anche lei deve avere la lieta novella)
5) cominciare a spendere disordinati quantitativi di denaro in equipaggiamento
6) infierire su un numero imprecisato di palline (e aree circostanti) per capire se il gioco mi piace.
Pensandoci bene, si tratterebbe dello sport più da signorine che io abbia avviato negli ultimi trenta anni: dopo judo, kendo, tiro con l'arco ed equitazione, mi sembra ovvio riflettere che in guerra nessuno ha mai giocato a colpire una pallina.

Per il vestito, niente

Finito il corso in bellezza, sono tornata a Utrecht (ero a Nieuwegein, un paese confinante) con il tram e visto che i negozi erano aperti, mi sono alacremente dedicata alla ricerca del famoso vestito per il matrimonio del 2 luglio.
Sono approdata, dopo qualche perlustrazione per Hoge Catharijne (che quando venne aperto, dall'allora Principessa Beatrice, era il più grande centro commerciale d'Europa), al Bijenkorf. Ho vagato e vagato, talvolta soffermandomi accanto all'occasionale little black dress di Max Mara - e allontanandomi quando mi accorgevo che la signora accanto a me che stava guardando la stessa rastrelliera poteva essere mia zia, se non mia madre (e riflettendo che in verità poteva anche avere solo 5 o 6 anni più di me). Ho visto abiti che avrei prontamente acquistato per avviare la mia vita parallela di pole dancer (una segreta aspirazione), ma non per un pomeriggio in chiesa. Ho fatto anche lo sforzo titanico di provare due, dico due, abiti. Titanico prima di tutto perchè ho dovuto forzarmi a chiedere ad una commessa quale poteva essere la mia taglia, visto che quelle europee non ci azzeccano con quelle italiane (misure 36? con quelle stanghe delle olandesi?). Primo abito: non tanto stretto, quanto corto. Non ho più l'età per la mezza coscia esposta e purtroppo nemmeno per il deltoide scoperto. Secondo abito: uh, la spalla era misericordiosamente coperta, ma ho rischiato di dovermelo comprare per l'impossibilità di sfilarmelo di dosso. No, questa impresa non butta bene. Non voglio vestirmi da ufficio, voglio una roba da femmina, ma di questo passo non so come finirà.

Procediamo con ordine

Giornatona piena - ed è un peccato dichiararla chiusa, perchè il sole è ancora alto (manca un quarto alle nove di sera) e il cielo è azzurro.
Ho fatto talmente tante cose, che un post non basterà.
Ma cominciamo dal comincio: il corso per BHV.
E' sempre una sfida pertecipare a qualche evento parlato in Olandese. Tuttavia la mia comprensione è migliorata, devo ammettere, se sono riuscita persino a passare il test a fine giornata, con domande a scelta multipla formulate in un linguaggio piuttosto formale.
Rianimare un manichino di gomma non corrisponde alla mia idea di divertimento, ma tutto sommato credo di poter tener botta quei cinque, dieci minuti che possono servire a salvare una vita, continuando allegramente a massaggiare il cuore del poveretto di turno. E' un bel pensiero.
Ci sarebbe da domandarsi perchè le manovre prendano sempre il nome da individui che ce l'hanno impronunciabile, come Heimlich o Rautek. Chissà se esiste una Manovra di Rossi, in qualche oscuro manuale di pronto soccorso.
Comunque sia, ho parlato tutto il giorno in Olandese, senza cedere alla tentazione di passare all'Inglese. La cosa più buffa? La mia vicina di posto, Ilona, lavora per la Datalogic, proprio la Datalogic di Bologna, che ha un ufficetto commerciale poco lontano da Utrecht. Il mondo è piccino davvero.
La prossima settimana facciamo i pompieri, poi impareremo ad usare un defribillatore automatico (sembra un gioco da bambini) e alla fine avremo il nostro ricco patentino da BHV. Speriamo di non doverlo usare mai, ovviamente.
E' stato comunque interessante vedere come le tecniche di pronto soccorso si evolvano - già rispetto ai corsi che ho fatto in Italia anni fa (al lavoro o per il kendo). Non c'erano gli AED, ma si cercava il polso carotideo (oggi pare non importi più) e sono certa che la proporzione fra compressioni e ventilazioni non fosse 30 a 2. Bene, le modifiche della tecnica tengono alta la soglia dell'attenzione.

mercoledì 8 giugno 2011

Ooops!

Ahime', Lily Conemans e' un negozio bellissimo, la commessa e' gentile e simpatica, le sete sono fantastiche, fanno un modello molto simile a quello che ho in mente (direi: IDENTICO), MA... hanno bisogno di 8 settimane dopo la sessione di misura... cavolo, questo mi scompiglia le carte in tavola!
Ho dato un'occhiata ad un altro negozio, ma non ho voglia di sembrare la Regina Beatrice, devo trovare una alternativa che mi convinca. Sarà durissima.
Per consolarmi, ho comprato un annaffiatoio da cinque litri e una bilancia da cinquecento grammi. Il fatale momento della dieta a zona si appropinqua.
Domani, corso per diventare BHV (= bedrijfhulpverlener) - lascio agli Affezionati Lettori il compito di trovarsi la traduzione. Sarà interessante e, soprattutto, in Olandese. Per fortuna non è un tema nuovo, ma il corso serve comunque per avere il patentino per usare un AED... e anche qui sono tutti fatti vostri.
Una volta finito il corso, visto che il giovedì è koopavond, andrò in cerca di qualche idea per il vestito - o mi piglio la bici e me ne vado ad Amelisweerd a vedere il golf club. Inesorabile.
Ehm. Ho speso dieci minuti (forse un po' di più) per documentarmi sulle Regole del Golf. Ho già un elenco di domande perplesse lungo così, ma se voglio passare l'esame (ribadisco, in Olandese) dovrò trovare il bandolo. D'altra parte ho studiato tante materie, ho fatto tanti esami in vita mia che uno in più non potrà pesare. In verità è da un po' che non mi impegno ad imparare qualcosa di nuovo (a parte la lingua locale), diamo una scossetta ai neuroni!
PS: ebbene sì, anche in Olanda ci sono uomini furbetti... credo proprio di conoscerne almeno uno, mannaggia!

martedì 7 giugno 2011

L'inesorabile ruota degli eventi...

...si è messa in moto.
Probabilmente domani riesco a fare un salto da Lily Conemans, ma temo che i tempi di consegna siano un po' troppo lunghi per essere compatibili con le mie esigenze. Vorrà dire che esaminerò le scelte a pronta consegna e allargherò la ricerca ad altri negozi. Ho detto vestito favoloso, devo cercare di tenere fede alla mia aspettativa.
La corrispondenza con il club di golf è stata intensa, ma niente potrà sostituire una bella visita di persona, per valutare la distanza da casa (che credo sia davvero irrisoria) e per stabilire il calendario delle prime lezioni con il fortunato Pro di turno. Internet è prodiga di informazioni, intanto comincio a farmi un'idea, visto che il libro delle Regole sarà, appropriatamente, in Olandese. Bene, sarà un buon esercizio. La segretaria, dall'impossibile nome frisone, ha espresso grande entusiasmo per la mia totale ignoranza, speriamo che sia un buon segno. Dieci lezioni individuali da 50 minuti dovrebbero darmi un'idea riguardo alla tecnica, devo capire se questa cosa mi prenda o meno, e se son rose fioriranno.
Il collega di Chiara che sa tutto sulla dieta a Zona mi ha già scritto, devo individuare un giorno X per iniziare (facciamo un lunedì?) e con il conforto di chi la ha già seguita scrupolosamente vedrò se riuscirò ad applicarla per più di una manciata di settimane. Intanto farei bene a comprarmi una bilancia per gli alimenti.
Il biglietto per la mia vacanza celebratoria in Cornovaglia è stato acquistato. Mi troverò a Gatwick con la Paola e suo figlio Nicolò e di lì l'avventura inizierà, con l'animo di trenta anni fa, possibilmente. Certo che avere una carta di credito cambia notevolmente la prospettiva (come il fatto di avere un figlio al seguito per Paola), quindi le aspettative di vivere l'esperienza con lo stesso spirito pioneristico del 1981 possono definirsi un po' eccessive. Ma ci proveremo e mal che vada si cambierà tutto all'ultimo secondo - è il bello dell'on the road.
Il giorno che inizierò la dieta a Zona, tornerò anche su Facebook. Ebbene sì, mi manca. Non da morirne, ma a sufficienza da soffrirci. Non appena avrò confezionato la mia prossima tortura autoinflitta potrò con serenità sospendere la precedente. E' un pensiero confortante.

Una assoluta autorita' sugli uomini olandesi

Blogger dota noi grafomani solitari di statistiche. Un po' generiche, per mantenere la privacy (e un po' perche' la Rete e' una giungla difficle da districare), ma ci raccontano se qualcuno ci legge, da quale paese e quali sono i post che compaiono piu' spesso nei motori di ricerca.
Ebbene, il post che appare piu' spesso - che venga veramente letto, poi non lo so - e' http://orangeoracle.blogspot.com/2009/12/considerazioni-sullolandese-gli-uomini.html.
Evidentemente le donne italiane stanno cercando di rivolgersi all'estero, cosi' come la stragrande maggioranza dei miei amici in cerca di lavoro. Effettivamente, il Bel Paese rimane una bella meta per le vacanze, ma sta perdendo un sacco di punti in termini di opportunita' di vita da offrire... e avendo una seppur modesta, ma variegata e soprattutto FALLIMENTARE esperienza con gli uomini italiani, beh, non faccio fatica ad allinearmi con le sconosciute surfiste in cerca di informazioni affidabili sugli uomini foresti.
Olandesi? e chi ne ha toccato uno? mi dicono che sono servizievoli, fedeli, affidabili, scrupolosi a letto e incapaci di corteggiare. Sara'. Io trovo alcuni colleghi un po' grezzi, ma non so mai se e' un problema di cultura, di eta' o legato alla persona - e sempre su cose molto di dettaglio, non davvero di sostanza: aprire le porte, lasciare il passo, essere un pochino complimentosi (ci e' voluto un brasiliano, perche' qualcuno notasse che ero stata a tagliarmi i capelli).
Sto addestrando il mio collega Marcel a dire che gli sono mancata quando non mi vede per un po' e a fare domande di pura cortesia anche quando preferirebbe sedere dietro al suo schermo in silenzio per ore. I successi sono limitati, ma almeno ha capito la logica. A me Marcel piace (come persona), ma mi rendo conto che senza applicare l'elettrochoc o la fustigazione difficilmente riuscira' ad essere carino spontaneamente. Quindi mi accontento di fare l'Italiana un po' strana che lo tormenta un po', come una bimba farebbe con il suo animaletto preferito. Chissa' se un pochino apprezza.