venerdì 27 febbraio 2015

2015: addio Mr. Spock



E' un anno in salita. Me ne sono accorta subito, ma per qualche motivo non sono sorpresa. Ho avuto due anni straordinari e nella mia testa il karma non ti traghetta da una vita all'altra, bensì da un periodo all'altro della tua vita.
Non desidero dire altro - ma oggi ho subito una perdita grave, per quanto un personaggio letterario non muoia mai. Tuttavia, quando la fantasia prende la forma e il viso di qualcuno di reale, un attore, è inevitabile sentire la perdita in modo quasi fisico. Se ne è andato Leonard Nimoy - si sapeva che era malato, aveva 83 anni, ma ha incarnato per tanti anni un personaggio così importante nella mia vita che la perdita, come quella di qualcuno molto caro, non si riesce a metabolizzare facilmente, per quanto si sia iniziato a elaborare il lutto per tempo. 
Perchè Mr, Spock sia stato così importante per me e per la mia vita, non mi sento di esporlo qui ed ora: lo è stato e ci sono contributi che non si possono dimenticare, mai.

sabato 29 novembre 2014

Imperdonabile

Più di due mesi senza scrivere una riga - è davvero una mancanza imperdonabile.
Sono tornata da Giappone e dopo aver assaporato il piacere di starmene un po' a casa mia, ci sono rimasta ben poco: Istanbul prima, con Maruyama che arrivava dal Giappone.


Quindi giù verso l'Italia - ma fermandomi da Chiara a Baden, poi a Legnano, poi fino a Bologna, per il compleanno della mamma (e fanno 95). Un fine settimana a Napoli, che non avevo mai visitato. Tanti amici da incontrare, una azienda da conoscere (se son rose fioriranno) a Rimini. Poi su di nuovo, con una visita a Bodenheim per rivedere Birgit, Andreas, Lukas e Sven.




Purtroppo ho avuto una battuta di arresto per il raffreddore - poi via di nuovo per la Grecia: due volte nel giro di una settimana. Poi, finalmente a casa.

Mi dico, oh che bello, adesso mi risistemo un po': in verità ho già in tasca il biglietto per Bologna per il Natale - e oltre, augurandomi di mettere nero su bianco qualche accordo lavorativo prima di tornare a gennaio.
Prima di ripartire cercherò di godermi la mia vita qui: oggi Rotterdam per la mostra su 007: 50 years of design assieme a cari amici, domani kendo, ancora come giudice per una sessione di esami. Cena di festeggiamento per il mio settimo dan a casa del mio maestro (oh, sì, dimenticavo, nel frattempo ho passato l'esame - la prima donna non Giapponese al mondo a farlo). Poi Sinterklaas, forse giocando a golf, poi la visita di un amico, e via che si rifanno le valigie...



E così il tempo passa, giorno dopo giorno - e i giorni diventano mesi e i mesi diventano anni. Se c'è qualcosa che ho imparato bene è quanto il tempo corra veloce e che tutto sommato una vita si dice felice se la maggioranza dei giorni è stata ragionevolmente serena - e per il totale ogni giorno passato senza pena conta nel calcolo finale. Mettiamoci pure oggi - anche se ho scoperto che il Vesper Martini è terrificantemente velenoso.


sabato 27 settembre 2014

Un'immagine meglio di mille parole?

Può darsi che effettivamente una foto possa suggerire emozioni che a parole bisognerebbe descrivere con pagine e pagine. Tuttavia, quando giro per la mia Utrecht, come stamattina, mi parrebbe di fare una grande ingiustizia, a cercare di ridurre tutto a un servizio fotografico.
E' il modo in cui mi sento, che non potrei mai comprimere in una foto, non importa quanto ben impostata - non sono una fotografa così esperta, ma soprattutto penso che l'intensità di quello che sento sia difficilmente catturabile.
A sette anni da quando ho messo piede qui per rimanerci, la città è ancora permeata di un fascino che mi fa sentire una privilegiata ogni volta che metto il naso fuori di casa.
Mi piacciono i mattoni, i canali, le imposte colorate.
Mi piacciono gli impeccabili incroci fra piste ciclabili e la strada, ma anche il fatto che la bici si possa più o meno parcheggiare ovunque (questa è una idiosincrasia di derivazione kyotoita, ovviamente).
Il mercato dei fiori è un topos turistico, ma non solo. Adoro i richiami dei venditori, i colori dei fiori, la varietà dei bulbi, i goedemorgen scambiati per pura cortesia quando gli sguardi si incrociano. Adesso è stagione di gladioli e la gente si allontana con lunghi cartocci di steli ancora verdi.
Io ho comprato due piantine di peperoncini, roba spagnola, ma d'altra parte ne avevo bisogno per il mio piatto preferito.
Adoro le campane della Domtoren che suonano il tema di Indiana Jones o di Love Story. Mi piacciono i volontari che raccolgono donazioni per mille cause benefiche - senza essere molesti o sembrare sospetti.
Mi piace vedere la gente che esce nelle strade il sabato mattina, che si siede ai caffè - quando l'autunno diventerà più severo, saranno scene rare: è bene fare scorta quando si può.

giovedì 11 settembre 2014

Il mare d'Olanda

L'Olanda è bella.
Me ne rendo conto una volta di più attraversando la campagna verdissima, apparentemente spopolata, o passando per le vie monumentali dell'Aja.
Persino Scheveningen - nella sua versione meno riminese - offre una sua forma di bellezza, soprattutto nel colore del cielo e del mare e nella luce che a tratti cambia per via del continuo correre delle nuvole.
Avevo bisogno di vedere un bel Paese, dopo tanta utilitaristica bruttezza. Ammiro persino i lampioni, senza trasformatori incombenti.
E' bello essere a casa.
















mercoledì 10 settembre 2014

martedì 9 settembre 2014

Fucho - Kyoto !

Uno dei miei dojo a Kyoto - non l'unico, ma di certo il più simpatico! Si tratta del dojo della Prefettura: FUCHO.

Il mio fratello maggiore Fukao san

Con Itoh sensei


Con Nicky !






With Koyama san



I met Asahi san many times, training at Butokuden, too




Ooops!



With Nakagawa san, so many jigeiko!


last keiko


Last drink after keiko, with Nicky and Koyama san!!!!

sabato 6 settembre 2014

Prima di dimenticare (di nuovo)

Non ho avuto tempo di scrivere, nelle ultime settimane a Kyoto.
La vita era sempre la stessa, la sveglia alle sette, colazione con la TV accesa (giusto per vedere le quasi infallibili previsioni del tempo), controllo della posta, poi via verso l'ufficio in bici. Sempre la stessa strada, i fiori davanti alla casetta del pollice verde del quartiere, l'ometto zoppicante che mi salutava tutte le volte, il pulmino della scuola che raccoglieva gli scolaretti usciti da un film di Miyazaki, poi, parcheggiata la mia amata bici rossa, via in ufficio con la bottiglia del caffè freddo.
Ovviamente l'aspirapolvere sulla moquette delle scale (quello è un esercizio che non mi manca affatto, epicondilite e tutto) e poi l'avvio del PC, il chorei tutti in piedi e alla via così, fino alla pausa pranzo.
Quando si sa che si sta per partire, si guarda tutto con occhi nuovamente curiosi - io poi ho sempre cercato di tenermi il tempo per osservare i Giapponesi, quindi a maggior motivo l'ho fatto negli ultimi tempi.

Durante le vacanze dell'Obon a metà agosto ho fatto un po' la turista, andando a visitare un certo numero di templi descritti sulla mia guida.
Ho fatto eccezionali scoperte - ho visto dal vivo giardini zen che tante volte avevo visto in foto, ho assaporato in tutta tranquillità un delizioso matcha preparato da mani esperte, ho trovato rifugio dalla pioggia a catinelle contemplando un mare di ghiaia rastrellata, ho ammirato eccezionali sculture lignee sopravvissute fin dall'epoca Heian. Il mio animo di visitatrice è stato appagato.

E naturalmente, la sequenza dei Sayonara Party. Cene e pranzi con colleghi e con amici. Addii ufficiali, ufficiosi, improvvisati, formali. Mille foto di gruppo.
Non posso dire di aver avuto dei momenti di commozione - certamente un po' di dispiacere, ma so che tornerò e che andrò a cercare di nuovo tutti quanti per rivederli e godere della loro compagnia. Io non perdo mai nessuno, a meno che non lo voglia, quindi si tratta solo di aspettare fino a maggio dell'anno prossimo.