Come e' avvenuto per un altro mio blog, qualcuno sta lasciando commenti ai post anonimi, incomprensibili e potenzialmente pericolosi (una via aperta a qualche virus? o solo idiozia? in entrambi i casi, il pericolo incombe).
Per questo motivo ho dovuto attivare la moderazione dei commenti - un mail mi avvertira' quando un commento e' stato lasciato e io avro' facolta' di pubblicarlo o meno.
Ci tengo molto ai commenti degli amici, non volevo disabilitare la funzionalita' per colpa di qualche hacker di accatto... mi scuso se ci potra' essere qualche ritardo, non sempre verifico tutti i miei indirizzi di posta in tempo reale.
Nel frattempo cerchero' di cancellare i commenti nocivi - ma a quanto pare chi li ha lasciati ha pure disattivato il modo di eliminarli... se qualcuno sa come fare, me lo faccia sapere!
mercoledì 12 marzo 2008
A host of golden daffodils
Non c'e' bisogno di andarsene in giro solitari come una nuvola, come scrive il vecchio William (Wordsworth), per vedere i narcisi... schieramenti, eserciti, file ininterrotte. Lungo le strade, in mezzo alle corsie, nei prati, nei vasi (persino nei miei), sui davanzali, al mercato...
E i narcisi non sono soli: i parchi sono coperti di crochi e bucaneve....
Si sta avvicinando il grande momento dei tulipani. Non vedo l'ora!
I WANDERED LONELY AS A CLOUD
I wandered lonely as a cloud:
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars
that shine and twinkle on the Milky Way,
They stretched in never-ending line
along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
in such a jocund company:
I gazed - and gazed - but little thought
what wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
E i narcisi non sono soli: i parchi sono coperti di crochi e bucaneve....
Si sta avvicinando il grande momento dei tulipani. Non vedo l'ora!
I WANDERED LONELY AS A CLOUD
I wandered lonely as a cloud:
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars
that shine and twinkle on the Milky Way,
They stretched in never-ending line
along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
in such a jocund company:
I gazed - and gazed - but little thought
what wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
Palmipedi ovunque
Il prato che costeggio per andare in ufficio e' infestato dai cigni.
Se si vede un macchia bianca nel mezzo di un polder verde, cosa si pensa? "Guarda quello stronzo che ha buttato un sacchetto di plastica in mezzo al prato!". E invece no. Sono cigni. A coppie, a famiglie, a stormi. Grossi grossi e dall'aria feroce.
I canali ospitano una varieta' enorme di papere. I germani sono prevalenti.
Nei pochi giorni di gelo di quest'inverno stavano fermi sull'acqua ghiacciata, un po' perplessi. Adesso si vedono famigliuole di paperotti a spasso per il Singel, tutti in fila dietro a mamma germana. Sono forse piu' numerosi dei piccioni e sono inconfondibili in volo.
Chissa' se esiste un libro "Papere d'Olanda". Non mi dispiacerebbe imparare a conoscere le varieta' piu' strane di palmipedi che pullulano nei tanti specchi d'acqua qui intorno...
Se si vede un macchia bianca nel mezzo di un polder verde, cosa si pensa? "Guarda quello stronzo che ha buttato un sacchetto di plastica in mezzo al prato!". E invece no. Sono cigni. A coppie, a famiglie, a stormi. Grossi grossi e dall'aria feroce.
I canali ospitano una varieta' enorme di papere. I germani sono prevalenti.
Nei pochi giorni di gelo di quest'inverno stavano fermi sull'acqua ghiacciata, un po' perplessi. Adesso si vedono famigliuole di paperotti a spasso per il Singel, tutti in fila dietro a mamma germana. Sono forse piu' numerosi dei piccioni e sono inconfondibili in volo.
Chissa' se esiste un libro "Papere d'Olanda". Non mi dispiacerebbe imparare a conoscere le varieta' piu' strane di palmipedi che pullulano nei tanti specchi d'acqua qui intorno...
"Roberto lekker ijs"
La gelateria clou di Witte Vrouwen si chiama "Roberto lekker ijs". Hanno appeno riaperto dopo una pausa invernale e a quanto ho potuto vedere, vanno alla grande.
Stasera ho fatto un salto per verificare la qualita' - ovviamente, in caso positivo, questo sarebbe un ulteriore punto a favore della mia attuale residenza...
Intanto gli orari di apertura sono interessanti, dalle 12 alle 22. All'avvicinarsi dell'estate, una scusa per fare due passi dopo cena e' gia' bella che trovata.
Stasera ho cominciato con quattro gusti: nocciola (molto buona) yogurt (buono) cioccolato (discreto) e Witte Vrouwen (bizzarro - quark, croccante e miele).
Ho voluto farmi servire dalla signora italiana (il ragazzotto olandese che serviva i clienti indigeni non mi sembrava affidabile) cosi' ho potuto subito stabilire un rapporto - tanto per cambiare, vengono dal Cadore, come praticamente tutti i gelatai di Olanda e di Germania ("In Inghilterra, invece, sono tutti abruzzesi").
Certamente faro' il test di tutti gusti, ovviamente per motivi puramente documentativi.
Stasera ho fatto un salto per verificare la qualita' - ovviamente, in caso positivo, questo sarebbe un ulteriore punto a favore della mia attuale residenza...
Intanto gli orari di apertura sono interessanti, dalle 12 alle 22. All'avvicinarsi dell'estate, una scusa per fare due passi dopo cena e' gia' bella che trovata.
Stasera ho cominciato con quattro gusti: nocciola (molto buona) yogurt (buono) cioccolato (discreto) e Witte Vrouwen (bizzarro - quark, croccante e miele).
Ho voluto farmi servire dalla signora italiana (il ragazzotto olandese che serviva i clienti indigeni non mi sembrava affidabile) cosi' ho potuto subito stabilire un rapporto - tanto per cambiare, vengono dal Cadore, come praticamente tutti i gelatai di Olanda e di Germania ("In Inghilterra, invece, sono tutti abruzzesi").
Certamente faro' il test di tutti gusti, ovviamente per motivi puramente documentativi.
martedì 4 marzo 2008
E finalmente la Donamat !
Secondo ospite, la Donamat. Spero che la primavera porti altri visi amici alla mia porta!
Ultimamente per via del lavoro (e un po' degli impegni di kendo) passo piu' tempo in aeroporto che a casa, ma un buon fine settimana si trova sempre, specialmente ad aprile - fra il mio viaggio in Finlandia e quello in Giappone.
Con la Donamat abbiamo esplorato un paio di ristoranti lungo la Biltstraat (diciamo che il primo non ha entusiasmato...) e gia' questa e' una bella cosa, visto che non faccio una grande vita sociale qui ad Utrecht.
Il sabato mattina e' stato dedicato ad una passeggiata in centro (con acquisto di tulipani) - dopo un rapido pranzo, siamo salite in auto (anche perche' il tempo non era molto clemente) e siamo andate verso il mare. Prima tappa, Zandvoort... cosi' giusto per essere fedeli a noi stesse... niente Formula Uno, solo una spiaggiona battuta dal vento - il mare d'inverno piace o non piace: a me piace, gabbiani infreddoliti e case di villeggiatura deserte inclusi. Abbiamo proseguito lungo la costa fino a Den Helder, la sede della Marina Olandese - e della Compagnia delle Indie Olandesi. Galeoni ovunque, veri e riprodotti.
A seguire ci siamo dirette alla Afsluitdijk, la celebre diga che ha chiuso il tempestoso Zuiderzee trasformandolo nel mite Ijsselmeer: un luogo di culto per ogni vero ingegnere (quelli che hanno fatto Scienza delle Costruzioni, intendo).
Ultimamente per via del lavoro (e un po' degli impegni di kendo) passo piu' tempo in aeroporto che a casa, ma un buon fine settimana si trova sempre, specialmente ad aprile - fra il mio viaggio in Finlandia e quello in Giappone.
Con la Donamat abbiamo esplorato un paio di ristoranti lungo la Biltstraat (diciamo che il primo non ha entusiasmato...) e gia' questa e' una bella cosa, visto che non faccio una grande vita sociale qui ad Utrecht.
Il sabato mattina e' stato dedicato ad una passeggiata in centro (con acquisto di tulipani) - dopo un rapido pranzo, siamo salite in auto (anche perche' il tempo non era molto clemente) e siamo andate verso il mare. Prima tappa, Zandvoort... cosi' giusto per essere fedeli a noi stesse... niente Formula Uno, solo una spiaggiona battuta dal vento - il mare d'inverno piace o non piace: a me piace, gabbiani infreddoliti e case di villeggiatura deserte inclusi. Abbiamo proseguito lungo la costa fino a Den Helder, la sede della Marina Olandese - e della Compagnia delle Indie Olandesi. Galeoni ovunque, veri e riprodotti.
A seguire ci siamo dirette alla Afsluitdijk, la celebre diga che ha chiuso il tempestoso Zuiderzee trasformandolo nel mite Ijsselmeer: un luogo di culto per ogni vero ingegnere (quelli che hanno fatto Scienza delle Costruzioni, intendo).
Canali e ancora canali...
Afsluitdijk
Che vuole dire "diga di chiusura" - un'opera fortemente voluta dal sciur Cornelis Lely che per l'immortalita' paga il prezzo di essere sempre scolpito con l'impermeabile addosso. Impermeabile o giacca a vento, certamente non si fanno tante storie - e' uno dei posti piu' ventosi ed esposti che mi sia capitato di visitare - e davvero non abbiamo lasciato nulla di intentato per proteggerci dal freddo, anche il caffe' nel piccolo bar sotto alla torre di osservazione innalzata nel punto di chiusura. Una grande opera - approvata come al solito dopo l'ennesimo grande disastro (come era avvenuto per il progetto Delta, in Zelanda) - la natura ha costretto gli Olandesi a prendere decisioni drastiche, ma loro non si sono certo tirati indietro.
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